Quella sottile linea invisibile

Camminando giusto giusto sul confine tra Italia e Austria nel percorso Water Trail.

Un passo sei di qua e un passo sei di là. Così semplice, quasi banale. Eppure la differenza è enorme. Sarà una fissa mia ma queste cose mi affascinano. E mi chiedo: perché proprio lì la linea di confine e non un metro prima o dopo? Come viene deciso?

Questi confini geografici mi scatenano poi dei pensieri piu generici o astratti. Quanti confini attraversiamo nella nostra vita? E quanti ammettono un tornare indietro?

I nostri confini sono anche ciò che ci caratterizza: i nostri limiti, i nostri princìpi, la nostra confort zone. Cosa facciamo quotidianamente e in modo tangibile per espandere noi stessi, le nostre abilità e le nostre conoscenze?

Detto questo mi fermo qua, potrei cominciare a farneticare e sconfinare in un territorio filosofeggiante che non mi appartiene.

A voi affascinano i limiti, i confini, le situazioni limite?

2 pensieri riguardo “Quella sottile linea invisibile”

  1. Bello spunto..grazie…anche a me hanno sempre affascinato i limiti…perchè noi limiti sono racchiuse le nostre possibilità…se non ci fossero barriere credo non ci sarebbe nemmeno il desiderio di superarle..e senza desiderio..sogni..sfiede..credo non ci sarebbe esistenza come l’uomo la intende…

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